Panama


Panama, Vado ciao, Loredana de Michelis

Non li noti subito i cavi elettrici che sono sospesi ovunque e su qualunque cosa, a tre metri da terra, ma a volte anche al suolo: i panamegni lo trovano seccante che ci sia tutto questo aggrovigliamento penzolante in giro. Adesso stanno facendo i lavori per interrare: Panama è la città con più lavori di ristrutturazione del mondo. 


Il Casco Vejo era un posto cadente e pericoloso fino a sei anni fa. Ora bisogna correre se si vuole vedere ancora qualche muro ammuffito e gli alberi che crescono sui cornicioni di case che non hanno quasi più il tetto e sono tenute insieme dalle antenne.
Tra bar trendy e prezzi da Costa Azzurra, aria condizionata e stucchi frettolosi in ricordo di una terra d'origine lontana che viene dimenticata un particolare per volta, qualche vecchio residente ancora resiste, ma i cattivi dei film si sono spostati al Chorrillo, un paio di strade più in là. 
Sembra niente sulla cartina da turista ma è bene non passare quel confine invisibile tra quartieri, tanto comune nelle Americhe e molto più sfumato in Europa.
Il centro della città è un’accozzaglia di palazzoni, la skyline affascinante sotto le nuvole del cielo che cambia. Ma i grattacieli, visti da vicino, sono spesso vuoti, abbandonati a metà costruzione.
C’è una bella passeggiata asettica che porta dal Casco Vejo alla città nuova e passa per il mercato del pesce, dove grossi pellicani banchettano e muoiono avvelenati tra i sacchi della spazzatura.
Dove va la gente a divertirsi? La Marina è piccola e ha solo un paio di locali all’aperto, birra e patatine. Si danno tutti appuntamento nei centri commerciali, con la scusa dell'aria condizionata. Tra Pizza Hut, Tezenis e altri negozi identici in tutto il mondo.
A Panama i taxisti dicono che lì c’è lavoro e non c’è bisogno di emigrare. Il Canale mantiene tutti.
Per il resto è difficile camminare e vedere qualcosa. Poteva essere una città bella e misteriosa, persino con l’autostrada che corre in mezzo al mare. Ma con la nuova cultura nordamericana si è perso il senso del ritrovo sociale, si è acquisito quello del consumo e dei teschi minacciosi tatuati sulle moto della polizia.

Un altro post su Panama, Isla Contadora, qui






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