Piove di Sacco, Venezia

Vado ciao. Piosve di sacco Loredana de Michelis

E' uno di quei paesi del Veneziano dove a guardare la grazia dell'architettura, la distribuzione signorile degli spazi, ci si sente orgogliosi di essere nati qui e di potere godere di tanta bellezza come se niente fosse, anche quella che un tempo era cosa dimessa di provincia e che adesso invece è un lusso nostalgico.


In quelle che il cinema chiamerebbe fantastiche locations, ci sono negozi e ristoranti. Persino un teatro. La piazza centrale in una sera estiva vale tutto un film.
Ma il mondo va avanti e le civilta' finiscono. Le mura della torre si fanno porose come ossa e si sgretolano sotto i colpi di frastuono dei bar.
C'e' un ristorante dalle vestigia antiche, i tavoli rotondi, le tovaglie di pizzo e damasco, e mille candele che illuminano gli stucchi. Che pero', forse si son sbagliati, si chiama Heros: chissa' cosa volevano dire i due proprietari ora anziani e con solo piu' voglia di rimanere occupati.
Nella pasticceria centrale, tra confetti e quadretti, ci sono appesi anche gli articoli di giornale di qualche anno fa, sulle prestigiose uova di Pasqua, produzione propria: "Nuove tendenze del Piovese: a Pasqua uova piramidali, meno agnello e più vacanze esotiche".



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