L’isola di Icaria e il mito di Icaro, tutto da rifare

Icaro e il panorama da uno dei monti di Icaria

Di Icaro la mitologia non ci racconta molto, se non che volò troppo vicino al sole: la cera con cui erano attaccate le sue ali posticce si fuse a causa del calore, queste si staccarono, lui tentò di volare sbatacchiando le braccia, ma non servì a niente: precipitò in mare e lì scomparve.

African Impact a Zanzibar




Jambiani è un piccolo villaggio della costa orientale di Zanzibar. Turistico ma non troppo, è un posto tranquillo e i suoi abitanti sono sonnolenti e schivi: siedono tra capre e galline sui gradini di qualche casetta di cemento sbeccato a guardare i passanti e vendono la loro scarsa mercanzia nei chioschi polverosi.

Fammi un po' il 3 con le dita!


Paesi diversi, diversi modi di contare con le mani: chi mostra il dorso, chi il palmo, chi aggiunge dita e chi le toglie. Gli italiani i più estrosi, ovviamente.

Zanzibar

- Dullah! Con il vento umido sono arrivate anche le formiche: grosse, eh? Saranno lunghe un centimetro. Secondo te, sono pericolose? -
Dullah ha 35 anni circa, o almeno così pensa in base a calcoli piuttosto vaghi: sua madre e suo padre non hanno mai saputo contare. Forse sapevano in quale stagione Dullah fosse stato partorito sul pavimento di casa, ma quando era giunto il tempo per lui delle domande, suo padre era già morto e sua madre non ricordava più nulla.

Nuotare con i delfini: il sogno e la dura realtà a confronto


Tutto è iniziato come solito, con una pubblicità: l'unico generatore di fantasia del turista moderno.
Per innescare il sogno sono stati necessari: una modella di vent'anni con i capelli lunghi infilata in una muta di silicone intagliato che le trasforma le gambe nella coda di una sirena, tre cineoperatori professionisti, un acquario con quattro delfini depressi e una colonna sonora azzeccata.

Lezioni di vita a Dar es Salaam

“Cosa c’è lì di bello? Com’è la spiaggia? COSA FAI lì? Vacanza? Lavoro?”
Aspetto, Rafiki. Respiro (piano) e aspetto. Hai presente quando sei seduto al cinema prima del film? Cosa fai? Aspetti. E guardi la pubblicità.

Soi Dog. Il canile dei cani più felici del mondo è a Phuket, in Tailandia.

La Tailandia non è un Paese particolarmente famoso per il rispetto dei cani. In molti posti dell'Asia, e non solo, i cani sono considerati come da noi i piccioni: stanno in strada, malconci, sopravvivono di spazzatura, finiscono sotto le auto, e quando danno troppo fastidio o crescono eccessivamente di numero, vengono eliminati. 

Vedi, a volte, l'Albania


Sebbene sia un vantaggio in termini d’investimento immobiliare, abitare nei quartieri benestanti spesso impedisce di osservare i mutamenti degli strati sociali più bassi, i cui effetti potrebbero essere di portata globale: per chi non l’avesse notato, gli albanesi non arrivano più in Italia da qualche tempo, e molti di quelli che c’erano sono tornati a casa.

Umani di Caserta

Qui è la parte della Reggia dove stanno i custodi: quelli fanno un lavoro pericolosissimo, signori miei, s'ammalano sempre, poverini: il 27 stanno bene e dal 28 del mese al 26 del mese dopo, gli piglia una malattia infettiva a tutti quanti.

Weekend romanzesco ai confini della vecchia Europa


Se i caffè, i musei e l'architettura - insomma le cose piacevoli ma vagamente prive di vita dei turisti standard - non bastano e sono allettanti quanto un banchetto a stomaco pieno, forse c'è bisogno di una destinazione che pur garantendo certe comodità sia pervasa da un'atmosfera che solo le persone possono creare.
I margini d'Europa sono ora in preda a un fermento di cui si era persino persa la memoria, così avendo qualche giorno e potendo approfittare di una stagione intermedia, senza turisti ma anche senza gelo, ci sono quattro posti che si possono raggiungere in poco tempo e promettono di essere interessanti, a patto di sapere osservare e ascoltare.

Reportage dall’Africa: di leoni qua non ce n’è più nessuno.


Vuoi fare un safari fotografico e immortalare i big five? Niente di più facile, basta andare in una “Game reserve”. Il nome già ti spiega tutto.
Avevi lasciato le bave dietro alle migliaia di documentari che ti mostravano elicotteri che si alzano in volo, veterinari che sparano anestetico da grandi distanze con un fucile tecnologico, e rangers armati (casualmente tutti africani) che perdono la vita quotidianamente per difendere l’elefantino? C’è tutto, non ti preoccupare: finirai in quell'esatto posto, che è sempre lo stesso, sia per fare i documentari che per fare turismo. Si tratta di grandi zoo all’aperto, creativamente chiamati "photographic areas" dove i leoni sono nutriti con carcasse comprate e le scene di caccia che vedi sono il loro passatempo del weekend. E qui stiamo parlando di leoni “in the wild”.

Salerno come Treviso

Affacciata su una baia protetta da un promontorio, Salerno era bella di suo, fino a quando negli anni sessanta la speculazione edilizia che era in voga praticamente in tutta Europa, non si lasciò dietro brutti palazzoni sbiaditi e zone periferiche fantaindustriali che col tempo finirono come dovevano finire: abbandonate e in costante suppurazione.
Recentemente, a rimboccarsi le maniche, ci ha pensato un sindaco che forse è un eroe, forse ha usato trucchi speciali o forse è soltanto una persona di buon gusto che non perde tempo, fatto sta che è riuscito a far risorgere questa cittadina dalle sue ceneri e a renderla una delle mete turistiche attualmente più richieste d’Italia.

L'atollo di Diego Garcia: chi ci è andato?


Mistero dei misteri, qualcuno da là qualche volta legge questo blog. Meno male, perché così ho scoperto questo posto remoto, nel mezzo del nulla, ma militarmente al centro di tutto, che è il British Indian Territory, dove c'è un fantastico atollo che racchiude una laguna spettacolare.

Viaggiare in Australia: il modo migliore e più economico


Affittando un caravan: il costo è di circa 40 euro al giorno più la benzina. Deposito di 1000 dollari circa. Richiesto foglio per guida internazionale da procurarsi prima della partenza.

Naxos Song e-book. Anteprima

La sottile crosta di rocce laviche non resistette al calore e ai movimenti del magma sottostante: si frantumò e scomparve nell’enorme crepaccio, sprofondando per quarantamila metri verso il centro della Terra.
La pressione delle masse soprastanti e il calore altissimo fusero le rocce e le trasformarono in minerali nuovi.
Quando il territorio riemerse era diverso, una dorsale di montagne e di vulcani lo percorreva e nuovi strati continuavano a formarsi e a scontrarsi, sovrapponendosi: stava nascendo il complesso Atticocicladico, un’unica terraferma che si estendeva dall’attuale Grecia continentale alla Turchia.
Milioni di animali preistorici, che camminarono su questa terra, sono ora polvere e pietra, sul fondo del mare che a un certo punto riempì le valli, lasciando emergere soltanto i picchi delle montagne più alte e trasformandoli in isole.

Brano tratto da "La fine degli ultimi predoni" E-book.

"...Che cosa facesse a Parigi a 20 anni non è difficile da immaginare: si muoveva a scatti tra la folla, percependola fortemente e intuendo tutti i passaggi segreti alle debolezze altrui e alle opportunità che queste gli fornivano. Andava ai party, parlava poco e agiva molto, reggeva alcool e droghe come nessuno, appariva e spariva in momenti poco opportuni lasciando sempre tutti interdetti.
Verso la metà degli anni ’70 Nick trovò un ingaggio su una grossa barca a vela che faceva traversate transoceaniche e trasportava principalmente turisti. Imparare a manovrarla gli era venuto naturale. Per cinque anni consecutivi, senza fermarsi mai, fece la spola tra le coste francesi e i Caraibi, che lui ancora oggi, rivelando un cromosoma nudo e brillante per un attimo, chiama candidamente Indie Occidentali.
I turisti in vena d’avventura non rimanevano delusi: si ritrovavano prigionieri in mezzo all’Atlantico per giorni, in balia di una ciurma di ubriaconi con la stiva piena di droga, che manovravano la barca come fosse stata un motorino truccato. In quegli anni lo “standard” e la “sicurezza” non erano ancora stati inventati.

C'era una volta a Isola Rossa
















Guarda la fotografia, togli il molo di cemento. Trent’anni fa c’erano solo rocce. Cancella la maggior parte delle case. Era così.
Dietro la torre abitava una bambina che aveva cresciuto un gabbiano; lui, nei giorni senza vento, tornava a volare in cerchio sulla sua casa, chiamandola con un verso speciale. Lei usciva di corsa e stendeva le braccia verso il cielo: il gabbiano allora lanciava un ultimo grido, chiudeva le ali di colpo e si tuffava in picchiata nell’abbraccio.

Alcune cose da sapere sulla realtà lavorativa australiana


I fatti: l’economia australiana è fondata principalmente sulle risorse minerarie. In sostanza l’Australia è un paese che vive di rendita. Le sue attività produttive sono scarse e si limitano in gran parte alla coltivazione e all’allevamento. Il terziario è poco sviluppato e le importazioni ostacolate e costose. Il consumismo degli australiani è basso e si limita alla tecnologia, mentre l’iniziativa imprenditoriale scarseggia, anche per via del numero esiguo di abitanti distribuiti su vaste aree.

Libano: atmosfere fuggiasche lussuose

Ho un’amica che gestisce un’agenzia viaggi. Prima invece gestiva un’agenzia matrimoniale e quando le avevo chiesto se avesse un vecchietto moderatamente ricco e moribondo da farmi conoscere, la risposta era stata: “Scherzi? Sono quelli che vanno via prima! Se vuoi ho un fattore di Reggio di 64 anni, ma secondo me ci seppellisce entrambe.”
Questo per dire che quando voglio un parere schietto su qualche offerta di viaggio, telefono a lei.

Amalfi e Quasimodo

Sarà il nome, saranno le mille memorie di qualcun altro, questo luogo invita alla canzone e si fatica a non parlarne in versi, anche quando la piazzetta è oramai diventata un parcheggio e la vietta stretta che si arrampica in alto è costellata di negozi stanchi.

Sea Shepherd in Antartide: Natale a bordo della Sam Simon

"Un Natale alla Sea Shepherd"
Di Raffaella Tolicetti, volontaria italiana Capo Cuoca a bordo della Sam Simon. Traduzione a cura di Alice Bodin.

"Operation Relentless" è la mia quarta Campagna Antartica in Difesa delle Balene con Sea Shepherd e la seconda come Capo Cuoca a bordo della Sam Simon.

CACAO

“Bienvenidos al museo del cacao. Tutto ciò che vedete risale al lontano 2005.”
Come europea sono già inceppata. Poi mi ricordo che questo è il Nuovo Mondo: quello che ha più di 30 anni è preistoria e un Nicaraguense che ho incontrato voleva sapere di più sul Colosseo, ritenendolo antichissimo, vecchio almeno di 100 anni.
Qui in Nicaragua sanno tutti cosa vuol dire rivoluzione ma avrebbero qualche perplessità ad associarla al termine “industriale”, per esempio.

Dal libro: Lettere da Londra underground.


Gennaio

"La settimana scorsa al Fried Chick è entrato come un fulmine il solito caraibico omologato: 20 anni, berretto da baseball, due metri di molle e muscoli, carico come un pistone. Da noi c’è una rapina al mese.
Le istruzioni dicono di consegnare la cassa senza fare storie, tanto c’è l’assicurazione e al capo basta presentare il filmato della videocamera che è installata sul soffitto. Quando l’incasso arriva a 100 sterline dobbiamo prelevare i soldi, infilarli in un tubo e infilare il tubo nella cassaforte che sta nel retro. In cassa quindi non c’è mai molto e i rapinatori lo sanno, ma il furto è facile e quando sono in emergenza passano, diciamo a prelevare.
Sono sempre caraibici, sembrano tutti uguali e non li beccano mai.
Questo fatto della rapina mensile è filosoficamente accettato come inevitabile, alla faccia del mondo civilizzato.
O forse questo lo è, un mondo civilizzato, nel senso di rincoglionito: ci sono 10.000 sterline in una cassaforte grossa come una scatola di biscotti dietro una parete di plastica: perché nessuno ruba quella? Basta che ce la chiedano.

Panama: Isla Contadora



A un paio di ore di traghetto da Panama o a 20 minuti di volo in aerotaxi, c’è un’isola di pochi chilometri quadrati dove gli spagnoli un tempo contavano le perle prima di spedirle in Europa, e dove ora i ricchi panamensi si trasferiscono per il weekend, servitù e viveri al seguito.

Tashirojima e Aoshima, le isole dei gatti


In Giappone, ci sono due piccole isole di 100 abitanti e di 1000 gatti ciascuna. I cento abitanti hanno quasi tutti 100 anni e spariranno presto. 
Chi darà da mangiare ai mici? I topi si sono estinti il secolo scorso, quando i gatti furono appositamente importati per difendere i bachi da seta che lì si allevavano e che ora non si allevano più.
Sono finite le lucertole, le cavallette, persino le pulci. 
Gli uccelli migratori hanno lanciato un allarme in rete e la zona sulla loro mappa è rappresentata con una grossa X rossa, mentre a lato sono elencate tutte le rotte alternative. I pesci se li sono presi tutti le industrie dello scatolame: l'ultimo tonno sopravvissuto è passato da quelle parti 5 anni fa e si è mangiato un paio di gatti in un carpiato solo.
Le orche assassine hanno sottoscritto una petizione per classificare gli abitanti di queste isole come una sottospecie di pinguini e si aggirano sottocosta sempre più numerose.

Hasmina, le rovine del futuro

L’isola di Hasmina o Gunkaminjina (significato: l’isola di Battaglia Navale, per via della sua forma) è una piccola isola artificiale al largo di Nagasaki che fu costruita alla fine del diciannovesimo secolo per ospitare la comunità necessaria a estrarre il carbone della miniera sottostante. Negli anni 70 era il posto più densamente popolato del mondo: migliaia di persone in 6 chilometri quadrati e neanche una pianta. Le prime costruzioni antisismiche e anti-tifone furono costruite lì. 
Nel 1974 la miniera ha chiuso e gli abitanti se ne sono andati in poche settimane, lasciando vuoto un alveare di costruzioni in cemento armato e qualche sedia.

Dubai




Io non ci volevo venire. Chi diceva che oramai era una bolla vuota e scoppiata, chi parlava di spreco insensato e palazzoni assurdi. Chi menzionava lavoratori disidratati pagati pochi soldi e provenienti da parti del mondo mai citate dai giornali occidentali.
È tutto vero.
Ma se c’è un sogno americano, forse tramontato, perché non anche uno arabo, fatto d’oro e di specchi come polvere di stelle.

Halloween e Brass Rubbing ad Edimburgo


Chi se lo ricordava più che da piccoli c’era un gioco, quello di posare un foglio bianco su una moneta da 10 lire e sfregarci sopra la matita per avere una fedele copia in negativo. 
Un divertimento che ora in Inghilterra richiama entusiasti da tutto il mondo. La libreria di Edimburgo ha dovuto attrezzarsi per evitare che le lastre di ottone sbalzato posate sulle tombe di antichi cavalieri fossero ridotte a piatte lavagnette per colpa dei fanatici del Bass Rubbing: trova una tomba, srotolaci sopra della carta che si fa sempre più tecnologica e passa un pastello ad olio colore metallizzato. Torna a casa, incornicia e stupisci gli amici con la tua collezione. 
C’è chi ne ha fatto una mania, unendo la ricerca archeologica al furto di immagine in qualche modo concreto. I quadri che si ottengono sono suggestivi: sembrano delle radiografie medievali e hanno una loro speciale radianza, come le foto dei fantasmi.

Dal Centro America a Milano


Le facce sono molto meno sorridenti: Salvador sembrava un aeroporto scrostato ma Malpensa non sembra meglio: agli Arrivi c’è il solito vuoto di nastri neri e all’uscita un’installazione tombale che sputa una nebbiolina fredda e che mi fa pensare al mio frigo: chissà se funziona ancora.

Cina in cucina


There are so many aspects of life in China to share and talk about. If you're a traveler, you must go. While doing shows up North in a tiny historic village called Pingyao, which looks and feels like something out of a Sergio Leone Western movie (Chinese style), I copied some of these food offerings off restaurant menus there.
Here goes:
- Grasping the Donkey
- Pulling Rotten Son
- Bald Salad Bowl
- Colorful Hunting Ears
- Bubble You Gao
- Cook Pimple and, well.....
- Clear Cooks The Bull's Penis

Bon Apetit!
You're on your own because I lacked the courage to even ask what they were.

© Nicholas Ostis
La riproduzione deve recare la citazione della fonte e del nome dell'autore

Prato e il panino Pacciani


Dopo un periodo di notorietà, Il "panino Pacciani" a Firenze era stato dato per estinto, forse scomparso con il suo inventore, uno dei lampredottai storici della città.
E invece eccolo a Prato, nella piazza grande a ridosso delle mura: non è sul menù esposto, forse per una sorta di delicatezza, ma tutti sanno che c’è, ed è a base di lingua e “matrice”.
C’è anche il Panino “Vanni”,  farcito con guancia e poppa.

La Venezia di Corto Maltese


“Ogni volta che i veneziani sono stanchi di chi li governa, se ne vanno in posti segreti, e quando aprono le porte che si trovano al fondo di questi cortili, partono per sempre per posti meravigliosi e storie diverse.”
(Cit. Hugo Pratt. Corte Sconta detta Arcana)

Corto Sconto è la miglior guida all’atmosfera di Venezia, ricca di aneddoti, informazioni storiche, sociali e architettoniche che non sono mai scontate o impersonali.
Sei porte che si aprono su sei percorsi diversi fuori dalla folla, tra cui l’Oro, l’Amore, il Mare e l’Oriente.

Tailandia: Ko Mak e Ko Kood


Saltando a piedi uniti koh Chang e la sua unica strada densa di motorini e ristoranti con lo stesso menù, si prende un traghetto o un motoscafo veloce, cervicali permettendo, e in meno di un’ora si arriva a koh Mak, dove l’atmosfera è inaspettatamente diversa. La baia è ampia e tranquilla, l’acqua è azzurra davvero.

Panama


Non li noti subito i cavi elettrici che sono sospesi ovunque e su qualunque cosa, a tre metri da terra, ma a volte anche al suolo: i panamegni lo trovano seccante che ci sia tutto questo aggrovigliamento penzolante in giro. Adesso stanno facendo i lavori per interrare: Panama è la città con più lavori di ristrutturazione del mondo. 

Da Flavio a Nervi


Se hai camminato sulla passeggiata chiedendoti dove finiva, beh, finisce lì. Ci sono anche le lapidi sul muretto che guarda il porticciolo: non sono di gente morta, ma di gente che ha voluto lasciare un ricordo, un'opera pittorica, una poesia su ceramica. Un'iniziativa simpatica e una volta tanto non pedagogica, semplice voglia di farlo, tanto tempo fa: alcune piastrelle non sono più leggibili.

Chioggia

Chioggia vale la gita, per la sua atmosfera strana, per l'aria veneziana in minore e per gli abitanti, decisamente bizzarri. Si chiamano quasi tutti Boscolo di cognome e sui documenti, cosi' come sulla guida telefonica, sono costretti a distinguersi con i soprannomi.

Piove di Sacco, Venezia

E' uno di quei paesi del Veneziano dove a guardare la grazia dell'architettura, la distribuzione signorile degli spazi, ci si sente orgogliosi di essere nati qui e di potere godere di tanta bellezza come se niente fosse, anche quella che un tempo era cosa dimessa di provincia e che adesso invece è un lusso nostalgico.

Welcome to Australia



La prima impressione arrivando in Australia è che, per qualche motivo, storico, genetico, culturale, o tanto per dire una parola che a loro piace moltissimo, organico, gli australiani si siano persi le vocali.

Milano: si parte dalla stazione

"Milano non piace quasi a nessuno di quelli che ci vivono. Non amano il ritmo che li spinge sempre di corsa. Hanno problemi di stomaco per i panini alla piastra e i piattini di verdura...

Livorno: il mausoleo di Ciano

Non è facile trovarlo, è stato dimenticato fino a diventare un pezzo di inconscio rimosso di questa città piena di sorprese. Il mausoleo di Costanzo Ciano, padre di Galeazzo, è in collina, guarda il mare e la città da una posizione privilegiata ma nessuno lo vede, e a quanto pare nessuno sa dov'è: non ci sono indicazioni e la strada è un sentiero sterrato, scavato dalle auto intrepide di coppiette e di nostalgici.

Vicenza

E' piccola, il centro finisce presto in un bar. Ma è compatta e volendo ci sono molti scorci preziosi e qualche pezzo unico.